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Nell'agosto del 2015 ho fatto un viaggio in camper a Danzica e Vilnius con un amico. Un'avventura in camper in Polonia e Lituania.

Abbiamo viaggiato a bordo di un camper modello Ghepardo 5 con motore 2.4 diesel aspirato, basato su telaio Ford Transit anno 1982.

Un frullato di avventura, felicità e frustrazione: bellissime città, un amico ritrovato, un nuovo cane, un trapianto di cuore e tanti chilometri.

GIORNO 1 - 09/08/2015

Ore 23:30

Partenza da Pontedera. Abbiamo percorso la strada di grande comunicazione Fi-Pi-Li fino a Firenze, per poi prendere l'autostrada in direzione Bologna.

GIORNO 2 - 10/08/2015

Ore 05:41

Arrivati al confine italiano, una volta superato Trieste, siamo entrati in Slovenia. La velocità di crociera è stata veramente bassa, oscillando tra 75 km/h e 80 km/h, colpa del motore che ha poco più di 60 cavalli e 33 anni alle spalle.

Ore 07:30

Arrivati nei pressi di Lubiana, ci siamo addentrati in città per far salire a bordo due ragazze che hanno prenotato un passaggio fino a Budapest tramite BlaBlaCar.

Ore 07:44

Usciti dalla città, abbiamo persorso la strada in direzione Maribor, con l'intento di arrivare a Budapest per la notte. Abbiamo scambiato qualche parola in lingua inglese con le nostre ospiti, raccontandoci alcune avventure passate.

Ore 15:01

Piano piano abbiamo varcato il confine ungherese e siamo arrivati nella pustza, circa 300 chilometri di campagna che divide la frontiera da Budapest. Trovata un'altra di sosta, ci siamo fermati per mangiare e bere qualcosa.

GIORNO 3 - 11/08/2015

Ore 03:14

Finalmente abbiamo raggiunto Budapest! Dopo aver accompagnato le nostre ospiti al loro ostello, abbiamo cercato un parcheggio tranquillo appena fuori città per riposare.

Ore 08:00

Sveglia, colazione a bordo e partenza immediata con direzione Slovacchia.

Ore 20:40

Dopo aver percorso tutto il resto dell'Ungheria, dopo aver superato la Slovacchia ed aver varcato il confine polacco, siamo giunti a Rzeszów. Questa è una cittadina universitaria molto carina da visitare, piena di pub e locali. Un giro di perlustrazione è servito a trovare un grande parcheggio dove poterci soffermare per riposare.

Ore 21:02

Dopo una velocissima cena, siamo stati a visitare alcune parti della città. Abbiamo sentito dire che in piazza ci sarebbero stati dei giochi di luce con le fontane, così abbiamo camminato fino a li.

Ore 23:50

Successivamente alla nostra girata panoramica in città siamo andati a riposare. Io mi sono coricato in mansarda, mentre Devid, il mio compagno di viaggio, si è sistemato nella dinette posteriore, accuratamente adibita a letto per la notte.

GIORNO 4 - 12/08/2015

Ore 09:00

Sveglia. Oggi abbiamo deciso di prenderci un giorno di riposo dalla guida del vetusto Ghepardo, anch'esso felice di potersi riposare le zampe.

Ore 09:33

Visto che la temperatura fuori era estiva, abbiamo deciso di fare un bagno in un lago poco distante dalla città, dove le persone del posto hanno allestito una piccola stazione balneare.

Ore 18:10

Dopo aver passato tutta la giornata al lago, abbiamo fatto shopping al centro commerciale più grosso della città, la Galeria Rzeszów. Lì abbiamo cambiato un po' di Euro nella valuta locale. Poi abbiamo passato il tempo acquistando viveri per il proseguimento del viaggio.

Ore 23:00

Abbiamo rifatto i letti e siamo andati a riposare per essere carichi al massimo la mattina seguente.

GIORNO 5 - 13/08/2015

Ore 10:00

Partenza per il nostro viaggio in camper a Danzica. Tanti, tanti chilometri da fare. Ci siamo diretti in direzione Cracovia, per poi puntare verso nord, in direzione Łódź.

Ore 17:07

Arrivati a Łódź, abbiamo proseguito in direzione Danzica.

Ore 19:51

Abbastnaza affamati, percorrendo una spettrale strada di campagna in Pomerania, ci siamo fermati in un campo di grano deserto. Senza dar fastidio alla natura, abbiamo allestito un piccolo banchetto nel camper ed abbiamo cenato.

GIORNO 6 - 14/08/2015

Ore 01:02

Arrivo a Danzica. Ci siamo sistemati in un grosso piazzale con il pavimento in cemento liscio, dov'erano posteggiate altre auto. Stanchissimi dal lungo viaggio, siamo andati subito a letto.

Ore 10:36

Freschi e riposati, siamo usciti dal camper e ci siamo incamminati in direzione del Mar Baltico in quanto il piazzale dove abbiamo parcheggiato era molto vicino alla costa.

Ore 11:25

Dopo nemmeno un chilometro, siamo arrivati di fronte alla costa e ci siamo recati su un molo panoramico. Il molo, con una larga passeggiata in legno e due passamani verniciati di bianco, ci ha permesso di camminare per alcune decine di metri sopra l'acqua del mare.

Ore 12:54

Tornati sul camper, abbiamo cucinato un pranzo veloce ma abbondante, visto che il pomeriggio avremo camminato per diversi chilometri visitando la città.

Ore 14:21

Ci siamo preparati per andare a visitare Danzica. Questa città è bellissima, ricca di storia, colma di edifici colorati con tinte pastello, caratteristici delle città nordiche. In una parola, Danzica è una perla sul Mar Baltico.

Ore 16:16

Addentrati all'interno del centro storico della città, siamo riusciti a scorgere degli angoli suggestivi formati dai coloratissimi edifici che sembravano tante matite erette. Oltre ai colori, un'altra cosa che mi ha colpito particolarmente, è stata la presenza, in molte abitazioni, di una piccola rampa di scale all'esterno della porta d'ingresso, solitamente formata da quattro o cinque scalini. Così abbiamo notato che tutti gli ingressi delle abitazioni presenti nel centro storico sono rialzati da terra.

Ore 17:29

Un'altra meta interessante da visitare a Danzica è la vecchia gru portuale. La gru, o più propriamente in lingua polacca "żuraw", è nata come porta fortificata per proteggere la città da eventuali attacchi nella zona del porto; si può notare la presenza di due grandi torri, una a destra ed una a sinistra della gru. Successivamente, nel XV secolo, la struttura è stata dotata di una gru meccanica movimentata con la forza umana. Il meccanismo era necessario per caricare la merce sulle navi dell'epoca.

Una volta arrivati, abbiamo subito notato due enormi ruote in legno, che in passato servivano a conferire alla gru la forza necessaria a sollevare i carichi. Questo avveniva poiché le ruote permettevano di ospitare al loro interno degli uomini, che camminando, riuscivano a sollevare il carico (funzionavano un po' come delle ruote per criceti).

Ore 19:46

Trovata una gelateria troppo bella per poter resistere, abbiamo preso un gelato!

Ore 21:37

Dopo cena abbiamo fatto un giro in città per ammirare l'atmosfera notturna di Danzica. Come di giorno, anche di notte questa splendida città ci ha regalato degli scorci molto particolari. Le luci dell'illuminazione pubblica erano tutte rigorosamente gialle o arancioni; questo conferiva alla città un clima medievale, ricordando il colore del fuoco e della luce proveniente dalle fiaccole.

Ore 23:34

"Devid, senti..." ho esclamato. "Che cosa?" ha risposto Devid. "Quelli parlano italiano!" ho replicato. "Ma dai, a Danzica, altri due connazionali..." ha detto Devid. Eh si, abbiamo incrociato per strada due ragazzi italiani, Silvio e Silvio; e così abbiamo subito fatto amicizia ed abbiamo passato un piacevole fine serata insieme bevendo birra e parlando di quanto fosse spendida questa città.

GIORNO 7 - 15/08/2015

Ore 02:46

Dopo qualche ora di dialogo, ci siamo messi d'accordo con i due Silvi per andare al mare la mattina seguente. Loro sono arrivati a Danzica con l'aereo, così abbiamo proposto un passaggio con il camper per raggiungere la costa.

Ore 03:00

A forza di camminare e parlare abbiamo fatto le tre di notte e volendosi svegliare in mattinata siamo andati a letto.

Ore 10:00

Sveglia, colazione e preparazione per la giornata al mare.

Ore 10:30

Abbiamo giudato verso il punto di ritrovo per andare a prendere Silvio e Silvio. Una volta fatti accomodare i due ospiti, ci siamo diretti verso Sopot, una piccola città marina situata tra Danzica e Gdynia.

Ore 11:06

Parcheggiato il camper, ci siamo diretti in spiaggia, trovandola incredibilmente affollata. Ci siamo ritagliati un fazzoletto di sabbia vicino alla battigia.

Poi, giunto il momento di fare il bagno per la prima volta nelle acque del Mar Baltico, ci siamo incamminati in mezzo al mare; incamminati è la parola giusta, in quanto per le prime decine o forse centinaia di metri, l'acqua si è rivelata essere poco profonda.

Ore 18:09

Finito il tempo del mare, abbiamo deciso di tornare a Danzica.

Ore 21:30

Dopo cena, e dopo una bella doccia d'acqua dolce, abbiamo deciso di ritrovarci con i due ragazzi per un ultimo saluto, poiché l'indomani saremo partiti per il nostro viaggio in camper in Lituania.

Un ultimo giro in città, alcune foto ricordo e poi a letto.

GIORNO 8 - 16/08/2015

Ore 09:00

Sveglia, colazione e preparazione del camper per il viaggio verso Vilnius.

Ore 09:25

Ci siamo recati alla stazione dei treni poiché abbiamo trovato un passeggero per il viaggio da Danzica a Vilnius tramite BlaBlaCar, Adrién.

Ore 09:53

Partenza! Impostata Vilnius come città di destinazione sul navigatore, ci siamo messi in marcia. Abbiamo trovato moltissimi lavori in corso sulla strada da percorrere; questo ci ha fatto rallentare molto poiché spesso abbiamo dovuto viaggiare sulla corsia di destra per diversi chilometri.

Ore 15:35

Abbiamo costeggiato l'oblast di Kaliningrad e siamo arrivati nella città polacca di Orzysz, dove ci siamo soffermati per una breve sosta. Proseguendo, abbiamo sorpassato Augustów ed in seguito Suwałki, continuando la strada per raggiungere la Lituania. Poco dopo Suwałki abbiamo imboccato un lungo viale in direzione nord, definito da enormi alberi su entrambi i lati.

Ore 18:00 (GMT +2)

Finalmente il confine lituano! Il Ghepardo ce l'ha fatta... Con 33 anni alle spalle e chissà quanti chilometri, con sole 4 marce, con un motore logoro e datato, il camper è arrivato fino in Lituania.

Davanti a noi vediamo un altro camper con il quale, per qualche chilometro, abbiamo fatto "la corsa delle tartarughe".

Ore 19:12 (GMT +2)

Dal confine abbiamo visto prati, mucche... E ancora prati, e ancora mucche. Devo dire che la natura non manca in questa piccola nazione. Siamo passati dalla città di Kalvarija, nella contea di Marijampolė, dove abbiamo visto ancora prati e ancora mucche! Non avrei mai immaginato che a distanza di due anni e mezzo avrei avuto, per un breve periodo, una bella ragazza di Kalvarija ospite a casa mia, ma questa è un'altra storia.

Ore 21:21 (GMT +2)

Siamo arrivati nella capitale della Lituania, Vilnius.

Mi sono ricordato che da piccolo, a scuola, osservavo la cartina geografica dell'Europa e pensavo alle Repubbliche Baltiche (all'epoca non sapevo si chiamassero così) chiedendomi come potevano esistere delle nazioni così piccole.

Io ho un caro amico a Vilnius, Eros, un amico italiano emigrato a Vilnius da poco più di due anni. Ovviamente è stato il nostro Virgilio per questa città.

In Lituania, abbiamo dovuto spostare le lancette dell'orologio di un'ora avanti, poiché questa nazione rientra nel fuso orario GMT +2, mentre l'Italia rientra nel fusorario GMT +1.

Ore 21:36 (GMT +2)

Arrivati vicino al centro città, abbiamo lasciato Adrién vicino alla stazione dei treni; abbiamo poi seguito il navigatore che ci ha condotto fin sotto casa di Eros.

Ore 21:55 (GMT +2)

Abbiamo parcheggiato il camper sull'erba che costeggiava la strada. Una volta spento il motore, ho preso il mio iPhone e ho chiamato Eros, dicendogli che i sessantatre cavalli del Ghepardo avevano galoppato fino a destinazione.

Eros ci è venuto incontro scendendo le scale. Poi, dopo le opportune presentazioni, ci ha invitato a salire in casa sua.

Mi sono innamorato immediatamente della porta del condominio, che per essere aperta, necessitava di una combinazione da digitare su una serratura completamente meccanica.

Ore 23:30 (GMT +2)

Dopo tanti abbracci, tante chiacchiere ed un caffè, io e Devid abbiamo deciso di tornare sul camper a riposare.

GIORNO 9 - 17/08/2015

Ore 08:00 (GMT +2)

Una volta svegliati, abbiamo fatto una doccia calda. A letto non abbiamo certo sofferto il caldo poiché in Lituania il tempo è birichino e spesso di notte la temperatura cala di diversi gradi.

Ore 08:45 (GMT +2)

Siamo saliti in casa di Eros per fare colazione e prendere il caffè. In seguito abbiamo ripreso il dialogo iniziato la sera precedente, visto che non ci vedevamo da molto tempo.

Ore 10:00 (GMT +2)

Abbiamo trascorso tutta la mattina a chiacchierare.

Attorno all'edificio dell'appartamento di Eros, era montata un'impalcatura, poiché i muratori stavano installando un cappotto termico esterno. Ci siamo divertiti per molto tempo ad osservare i muratori che si davano il cambio a lavorare e a riposare. Uno lavorava e nove guardavano, poi cambio! Un'altro lavorava ed altri nove guardavano. Qualcuno indossava infradito, qualcuno aveva una birra in mano... Devid, essendo esperto in materia di sicurezza sul lavoro, ha espresso molti commenti ironici.

Ore 15:00 (GMT +2)

Dopo pranzo, mi sono messo su internet a curiosare qua e la, osservando i prezzi delle auto, più bassi rispetto all'Italia.

Poi ho pensato che da diversi anni desideravo un cane, per la precisione volevo un chihuahua a pelo lungo, possibilmente femmina. Non l'ho mai acquistato, un po' per via dell'alto prezzo in Italia, un po' perché ancora non ho trovato quello che a colpo d'occhio mi ha fatto innamorare.

Così mi è venuto in mente di controllare il prezzo dei chihuahua in Lituania: mi sono recato su Skelbiu, un sito web di annunci lituano, e con l'aiuto di Eros che mi ha fatto da traduttore, sono riuscito a trovare alcuni annunci interessanti.

Non parlando la lingua, ho chiesto al mio amico di telefonare per me, e dopo vari tentativi ha risposto Inga, un'allevatrice di Vilnius specializzata in chihuahua.

Inga ci ha detto che aveva un cucciolo disponibile, un chihuahua a pelo lungo con il mantello di un colore a metà tra il biondo ed il fulvo; prezzo accettabile.

Io ci ho pensato un po'... Ho pensato a come sarebbe stata la mia vita con un cane, il mio lavoro, i miei spostamenti, la mia casa. Ho pensato a tutti i possibili cambiamenti che avrei dovuto apportare alla mia vita. Ma volevo troppo quel cane, era proprio come l'avevo disegnato nella mia mente, era quasi un segno del destino. Così lontano da casa ma proprio così come l'avevo sempre immaginata.

Ho chiesto ad Eros di richiamare per chiedere ad Inga quando e dove potevamo incontrarci per vederla. Inga ci risponde che ci saremmo potuti incontrare anche dopo poche ore, in un parco pubblico nella periferia di Vilnius; così, deciso, ho dato conferma.

Ore 19:20 (GMT +2)

Pronti, attenti, via! Siamo saliti sulla macchina di Eros per andare a prendere il cane.

Ore 19:51 (GMT +2)

Una volta arrivati al giardino pubblico, abbiamo aspettato qualche minuto prima di veder arrivare Inga. Aveva due cani con se, due sorelle una chiara ed una un po' più scura. Ma io avevo già in mente quella che volevo portare a casa, ed avevo già in mente anche il nome: Amelia.

E così, quasi come se anche lei volesse venir via con me, Amelia mi è venuta subito incontro sebbene ancora non mi conoscesse. L'ho presa in mano ed è stato subito amore!

Amelia era già corredata di tutti gli optional: pedigree con albero genealogico della famiglia, passaporto europeo, microchip, vaccini obbligatori; insomma aveva tutto il necessario.

Inga è stata molto gentile, mi ha dato un po' di crocchette e dei tappetini assorbenti per cani, in modo da avere il tempo di acquistarli in qualche negozio di animali.

Con Amelia in braccio e molto felice, mi sono diretto insieme agli altri alla macchina di Eros.

Ore 21:24 (GMT +2)

Ci siamo fermati al supermercato per acquistare una cuccia ed un guinsaglio per Amelia.

Ore 21:46 (GMT +2)

Arrivati a casa, Amelia, pacata e molto tranquilla, si è sistemata nella sua nuova cuccia.

Noi, dopo cena, abbiamo deciso di uscire un po' ed andare in centro città, lasciando il cane a riposare.

GIORNO 10 - 18/08/2015

Ore 00:47 (GMT +2)

La piazza centrale di Vilnius è molto ampia. La cattedrale domina indiscussa sullo spazio attorno ad essa.

Purtroppo ci sono poche testimonianze storiche, in quanto buona parte della città è stata distrutta in passato durante la guerra e di conseguenza ricostruita nel dopoguerra.

Nelle strade secondarie si possono invece trovare anche edifici più vecchi, costruiti in mattoni e pietra. Molte strade del centro non sono asfaltate ma sono lastricate di sanpietrini.

Ore 12:59 (GMT +2)

Per pranzo, abbiamo voluto provare alcune pietanze lituane in centro città, così abbiamo preso posto nel locale in Šv. Mikalojaus gatvė (tradotto in italiano "Via Šv. Mikalojaus").

Per pochi Euro, abbiamo degustato un prodotto tipico lituano che si chiama Kijevo Kotletas, accompagnato da un contorno di verdure. Ovviamente da bere una pinta di birra.

Ore 16:21 (GMT +2)

Nel pomeriggio, prima di tornare a casa, abbiamo girovagato per la città, curiosando qua e la nei negozi degli antiquari per cercare qualche souvenir sovietico da portare con noi in Italia.

GIORNO 11 - 19/08/2015

Ore 10:42 (GMT +2)

Oggi abbiamo deciso di fare una visita a Trakai, un piccolo borgo vicino a Vilnius con un castello circondato da un lago. Una meta obbligatoria per una persona in visita nella capitale lituana.

Siamo saltati sull'auto di Eros, più comoda del camper per i brevi spostamenti urbani, e siamo partiti alla volta di Trakai.

Ore 12:20 (GMT +2)

La distanza tra Vilnius e Trakai è breve, circa 16 chilometri, perciò il viaggio è stato corto.

Una volta arrivati e parcheggiata l'auto, abbiamo potuto ammirare il lago che circonda l'antico castello. Esso è attraversato da un pontile galleggiante in legno, che permette agilmente di raggiungere l'ingresso del maniero.

Una volta sorpassato il pontile, siamo entrati nel castello di Trakai ed abbiamo perlustrato tutta la corte interna.

Ore 15:39 (GMT +2)

Stanchi dalla camminata, accaldati ed affamati, abbiamo pensato di andare a fare uno spuntino. Così, una volta tornati sulla terra ferma, siamo andati in un piccolo locale chiamato Senoji Kibinine, poco distante dal castello. Li ho assaggiato una pietanza locale, il Kibinas, un cornetto salato ripieno di burro caldo e carne di cervo.

Ore 19:01 (GMT +2)

Tornati a casa e non ancora esausti, abbiamo deciso di trascorrere la serata in città tutti e tre insieme. Così dopo una bella rinfrescata ed un'ora di riposo, siamo ripartiti.

Ore 20:33 (GMT +2)

Arrivati in centro città, abbiamo visto parcheggiato un Nissan Patrol Y62. Era la prima volta che vedevamo questo modello. Non lo avevamo mai visto in giro poiché l'Y62 non è disponibile sul mercato europeo e l'unico modo per acquistarlo è tramite importazione.

Il mezzo è grande, possente, sembra quasi una nave. Del vero Patrol non è rimasto un gran che, l'Y62 più che un fuori strada puro è un SUV di lusso, dotato di tutti gli optional desiderabili e di un potente motore V8 alimentato a benzina.

Addentrandoci per i vicoli della città, abbiamo passato il tempo sedendoci di pub in pub e sorseggiando varie pinte di birra.

Stasera, inoltre, abbiamo dato un nome al nostro piccolo gruppo, chiamandolo "Kakava Klubas", (tradotto in italiano "Club del Cacao").

Il perché di questo nome è facilmente spiegabile: forse un po' ubriachi dopo la gran quantità di birre trangugiate, ci siamo divertiti, per buona parte della serata, a chiedere alle ragazze in giro dove fosse il Kakava Klubas, vista una certa somiglianza con una parola italiana, che creava un'atmosfera comica ad ogni pronuncia.

Qualcuna ha risposto che non esiste nessun Kakava Klubas, altre ci hanno dato indicazioni per il Cocaine, un altro locale a Vilnius, altre ancora sono fuggite. Ma ogni volta ci siamo strappati una risata!

Così, dopo una serata di comicità, è nato il nostro club.

GIORNO 12 - 20/08/2015

Ore 10:00 (GMT +2)

Giorno di riposo passato a casa e al supermarket in modo da fare rifornimento di cibo per il viaggio di ritorno.

Ore 18:20 (GMT +2)

Stufi di oziare in casa, abbiamo deciso di fare di nuovo un giro in centro città per salire sulla collina di Gediminas, dove si trova l'omonima torre, una delle poche strutture antiche ancora in piedi in città.

Ore 19:35 (GMT +2)

Caldo! Molto caldo per essere in Lituania. Arrivati sotto la collina in auto, abbiamo parcheggiato ed abbiamo iniziato la scalata. Per arrivare ai piedi della torre, è stato necessario percorrere una strada fatta di pietra che si arrampica come un aspide lungo tutta la collina.

Ore 19:46 (GMT +2)

Arrivati sulla sommità della collina, abbiamo avuto modo di ammirare la torre di Gediminas da vicino.

Da questo punto di vedetta, abbiamo potuto vedere molte mongolfiere in volo, simbolo di questa città, visto che i suoi cieli sono spesso variopinti dai vivaci colori delle tele, che consentono ai palloni aerostatici di levitare nell'aria.

Ore 22:43 (GMT +2)

La serata si è conclusa con una visita al disco-pub Salento che si trova in Didžioji gatvė, nel centro di Vilnius. Il Salento è uno dei locali principali della vita notturna a Vilnius, luogo comune d'incontro per gli studenti Erasmus.

GIORNO 13 - 21/08/2015

Ore 23:53 (GMT +2)

Questa sera abbiamo visitato un pub in Vilniaus gatvė, in cui abbiamo notato una particolare toilette.

GIORNO 14 - 22/08/2015

Ore 09:00 (GMT +2)

Purtroppo è arrivato il momento di metterci in cammino verso casa. Volevamo partire di prima mattina, ma tra un caffè, due chiacchiere ed un saluto, siamo partiti a mezzogiorno.

Ore 12:00 (GMT +2)

Caricato il camper e salutato Eros, ho impostato la destinazione sul navigatore satellitare, ho avviato il motore e siamo partiti.

Io e Devid siamo rimasti colpiti dalla città e parlando abbiamo concordato sul fatto che ci saremo tornati, forse la prossima estate... Chissà!

Ore 18:02

Guidando e parlando abbiamo sorpassato il confine polacco, abbiamo guidato attraverso Augustów e spostato le lancette dell'orologio di un'ora indietro.

Ore 18:41

Abbiamo effettuato un pit stop alla Lidl per fare un po' di spesa.

Ore 23:30

Abbiamo appena sorpassato Varsavia, le palpebre si fanno sempre più pesanti, gli occhi seguono la strada sempre più lentamente... Avvistata un'area di sosta, abbiamo deciso di soffermarci per la notte.

GIORNO 15 - 23/08/2015

Ore 06:00

Io mi sono svegliato di buon mattino per riportare la chiocciola a casa. Devid è rimasto a dormire in modo da riposarsi un po' di più, per potermi dare il cambio durante la giornata.

Ore 06:02

Mi sono seduto al sedile di guida, ho inserito la chiave nel quadro, ho atteso che le termo candele riscaldassero i condotti colmi d'aria notturna; poi ho avviato il motore, purtroppo, per l'ultima volta.

Un ultimo giro di chiave, un ultimo latrato del motorino di avviamento, un ultimo picchiettio delle punterie. L'ultimo lamento del cuore del Ghepardo mentre il diesel a freddo entrava nelle camere di combustione... Purtroppo la bestia non ha avuto modo di avvertirmi dei fatti che stavano per accadere.

Ore 06:04

Stava iniziando l'Armageddon.

Il camper ha iniziato a singhiozzare per alcuni secondi prima di soffocare. Io purtroppo avevo già capito cosa stava succedendo: il motore stava fondendo.

Ho chiamato Devid ad alta voce dicendo "Devid, il motore fonde! Devid fonde, fonde!".

Devid si è alzato dal letto ed è balzato in piedi con le mani sulla fronte, il tutto in quattro o cinque secondi.

Sentendo che il cuore stava smettendo di pompare ho premuto con decisione il pedale della frizione. Questo è stato il colpo di grazia. Il motore che stava continuando a girare aiutato dall'inerzia del camper, ha fatto il suo ultimo giro.

Ho accostato il camper sulla destra e mi sono rassegnato all'accaduto.

Ore 06:05

Sono sceso per strada, ho aperto il cofano ed ho osservato la testata del motore. Niente, non c'è stato più niente da fare; i pistoni erano bloccati nel monoblocco.

Ore 07:00

Avendo il servizio Europe Assistance compreso nel mio contratto, ho contattato la sede della compagnia assicurativa HDI, la quale, dopo qualche domanda sulla mia posizione e sullo stato del mezzo, mi ha comunicato che a breve avrebbe contattato un'agenzia assicurativa polacca in modo da organizzare il recupero del mezzo mediante un carro attrezzi.

Ore 07:18

HDI mi comunica per telefono che il carro attrezzi sarebbe arrivato alle ore 10 circa poiché essendo domenica mattina, l'agenzia polacca avrebbe impiegato un po' più tempo del normale per organizzare il trasporto.

Ore 10:20

Finalmente è arrivato il carro attrezzi. L'autista polacco, nel complesso, è stato gentile. Ha iniziato, però, ad affermare che era un problema di insufficienza di elettricità per colpa della batteria scarica, che non riusciva ad avviare il motore.

Fortunatamente, conoscendo le basi della lingua polacca, sono stato in grado di spiegare all'autista che il problema non era la batteria, bensì il motore fuso. "Silnik stopiony, jest silnik stopiony" esclamavo... L'uomo ha dato uno sguardo al motore, oramai diventato una massa morta di ghisa fredda e, dopo alcune verifiche, mi ha dato ragione. Poco dopo ha predisposto il carro attrezzi per il caricamento del camper.

Ore 11:33

L'autista del carro attrezzi ci ha lasciato nel piazzale di un meccanico nella città di Radom, poco più a sud di Varsavia. Essendo domenica, il meccanico era ovviamente chiuso, perciò avremmo dovuto attendere il giorno seguente per poter avere un verdetto sul ripristino del Ghepardo.

Ore 13:02

Siamo andati ad esplorare Radom portando in giro Amelia, soffermandoci in un McDonald's distante circa un chilometro e mezzo dal camper.

Ore 18:48

Sopra di noi, alcuni aerei militari hanno iniziato a fare voli acrobatici e a disegnare in cielo strisce di fumo.

Ore 20:28

Ho detto "Devid, riassumendo, siamo in Polonia con un camper vecchio senza motore, con la cisterna delle acque nere quasi piena, con un cane piccolo. Siamo a posto!"

GIORNO 16 - 24/08/2015

Ore 07:33

Abbiamo sentito il rumore dei meccanici che stavano entrando a lavorare canticchiando e fischiettando. In un batter d'occhio ci siamo messi i vestiti addosso, poi siamo usciti per andare a chiedere informazioni.

Ore 07:41

Il signore alla reception dell'officina non parlava inglese. Con un polacco un po' arrangiato, ho cercato di spiegare l'accaduto e ho chiesto se loro avessero la possibilità di trovare un nuovo blocco motore.

Ore 09:45

In nostro aiuto, è arrivato Michał, il figlio diciottenne dell'impiegato. Michał parlava un ottimo inglese, quindi è stato molto utile nel fare le dovute traduzioni tra noi e suo padre.

L'uomo ha fatto molte telefonate alle officine di zona per cercare un blocco motore di ricambio ma apparentemente nessuna risposta è risultata positiva.

Ore 13:58

Abbastanza affamati e scoraggiati, siamo andati a pranzo al McDonald's dove siamo stati ieri. Dopo aver pranzato ci siamo fermati in una pasticceria a colmare le bisacce di leccornie varie.

Ore 16:11

Tornati al camper, abbiamo chiesto buone nuove ma purtroppo di buone nessuna traccia.

Come ultima spiaggia, l'uomo in officina ha provato a chiamare direttamente la Ford; anche qui però, la risposta non è stata positiva: hanno detto che i pezzi di ricambio per quel motore non sono più in commercio poiché è molto vecchio.

Le speranze sembravano perdute. Ci è stato dato il consiglio di demolire il camper e tornare a casa in aereo. Questo ovviamente era impensabile per due rustici toscani all'avventura in Polonia, così abbiamo pensato alle possibili soluzioni alternative.

Ore 18:57

Ho provato a cercare il motore di ricambio su un famoso sito web italiano di annunci. Ne ho trovato uno a Milano ma l'ho scartato per colpa dei costi di spedizione troppo elevati per farlo recapitare a Radom.

Ore 20:30

Siamo andati a letto presto entrambi, demoralizzati e dubbiosi sul da farsi.

GIORNO 17 - 25/08/2015

Ore 08:00

Quando mi sono svegliato, mi sono promesso di trovare una soluzione in giornata. Siamo andati in officina a prendere un caffè, visto che a nostra disposizione c'era una macchinetta per l'espresso.

Ore 09:11

Deciso e speranzoso, ho aperto il più famoso sito web polacco di annunci e mi sono messo a cercare.

Ore 09:58

Dopo quasi un'ora, la chiave di ricerca "Silnik Forda Transit 2.4" ha restituito un risultato positivo! Finalmente, in una grotta buia, ho intravisto un barlume di speranza.

Ho trovato l'annuncio di un motore di un Ford Transit 2.4 del 1980 corredato di tutto il necessario al costo di 1600 PLN (circa 400 Euro). L'annuncio però, indicava come luogo Chelm, una città polacca vicina al confine ucraino.

Ore 10:29

Ho gentilmente chiesto a Michał, in inglese, di telefonare al numero scritto nell'annuncio per chiedere informazioni sullo stato del motore. Terminata la telefonata, Michał mi ha riferito che il motore era ancora disponibile e che lo stato era accettabile.

Rimaneva solo un problema: come fare per andare a prenderlo e per portarlo a Radom.

Ore 10:40

Il piano era quello di noleggiare un furgone, andare a caricare il motore, trasportarlo fino a Radom, sostituirlo e rientrare a casa!

Io e Devid ci siamo messi in cerca di un autonoleggio che avesse furgoni disponibili e ne abbiamo trovato uno non troppo lontano dal McDonald's. Così con Amelia in braccio, ci siamo incamminati per andare a chiedere informazioni.

Ore 11:34

Arrivati all'autonoleggio, veniamo accolti gentilmente da un signore in giacca e cravatta. Una volta spiegato quello che ci occorreva, il proprietario ci ha informato che il costo del noleggio sarebbe stato di 200 PLN (circa 50 Euro). Ovviamente, soddisfatti della soluzione, abbiamo accettato e siamo saliti sul furgone.

Ore 13:21

Una volta impostato sul navigatore l'indirizzo che riportava l'annuncio, siamo partiti per questa nuova avventura.

Ore 18:58

Il meteo non pendeva a nostro favore. Ha iniziato a piovere in modo sostenuto.

L'indirizzo faceva riferimento ad un paesino di campagna vicino a Chelm, ad una distanza di circa 200 chilometri da Radom. Quando siamo scesi dal furgone, siamo stati accolti a braccia aperte dal sosia di Clint Eastwood, il proprietario della casa e del motore.

Il signore, oramai anziano e con i segni del lavoro di una vita sulla faccia e sulle mani, era la fotocopia del celebre attore e regista. Ci è sembrato scortese, però, chiedere di potergli fare una fotografia ed abbiamo lasciato perdere.

Ore 19:11

Il motore era lì, in mezzo ad un campo incolto e pieno di erbacce, coperto con un telo impermeabile rattoppato come la veste di un frate.

Ho dato il primo sguardo sotto il telo: motore apparentemente in buono stato anche se molto sporco, pompa rotativa Bosh, nessun trasudamento d'olio dalla testata, collettori di aspirazione tappati e protetti. Mi è sembrato perfetto.

Ho chiesto all'anziano fattore la storia del blocco motore. Il destino ha voluto che, cinque anni prima, il signore sia stato in vacanza in Italia con il suo camper, abbia fuso il motore, lo abbia fatto rettificare e rigenerare per poi giudare il suo mezzo fino in Polonia.

Arrivato vicino a casa, l'assennato pilota, ha fatto un incidente frontale e ha dovuto demolire il camper, salvando però il motore che è stato abbandonato così in mezzo alla terra e alla vegetazione.

Un po' per la disperazione, un po' perché era l'unica scelta, ho accettato di acquistarlo.

Ore 19:34

Io, Devid, Clint e suo nipote, abbiamo agganciato il motore con una catena in modo da poterlo sollevare per mezzo di un grosso bastone di legno. Essendo completamente in ghisa, il motore era molto pesante.

Grandi gocce d'acqua ci stavano ammaccando la testa e la schiena.

Dopo qualche prova, comunque, siamo riusciti a caricarlo sul furgone, assieme a svariati pezzi di ricambio che il generoso anziano salvatore ci ha gentilmente regalato, tra cui un cambio perfettamente funzionante a quattro marce.

Ore 21:39

L'oculato signore si è messo a chiacchiera con noi, invitando anche sua moglie a sedersi e ci ha gentilmente offerto un caffè alla turca. Abbiamo ascoltato le sue storie, cercando di capire il senso dei suoi discorsi, per metà parlati in polacco e per metà mimati a gesti. Ci ha raccontato di esser stato un meccanico di auto, di aver lavorato all'estero, in Olanda per la precisione, dove ha conosciuto sua moglie.

Ore 22:50

Dopo aver salutato tutti gli abitanti della fattoria, siamo saliti sul furgone e ci siamo rimessi in marcia per Radom. Nel frattempo la burrasca si è intensificata.

GIORNO 18 - 26/08/2015

Ore 01:22

Dopo aver percorso tutta la strada a ritroso, siamo arrivati di fronte al camper. Abbiamo parcheggiato il furgone a fianco e siamo andati a riposare.

Ore 07:30

Ero già sveglio e pervaso da una sensazione di eccitazione mista a paura. Il rumore di passi dei meccanici che entravano al lavoro mi ha fatto sobbalzare. Pochi secondi dopo, quando ho sentito lo stridio della rotaia del cancello che veniva aperto, ero già in piedi.

Ore 07:32

Siamo usciti dal camper sorridenti, siamo andati dal meccanico più anziano e gli abbiamo fatto cenno con la mano di venire verso di noi. Aperto il portellone del furgone, l'uomo si è mostrato incredulo. Non riteneva possibile che due rifugiati italiani avessero in qualche modo potuto trovare un motore di ricambio per un veicolo così vetusto. Invece si, caro il mio meccanico, il motore c'è!

Ore 08:49

Ho contrattato con il padrone dell'officina il totale che avrei dovuto pagare per la sostituzione del cuore di metallo; ci siamo accordati per 1600 PLN.

Ore 09:00

Il capo officina e due operai si sono messi subito all'opera. Hanno inizialmente smontato la calandra, poi il radiatore, e così via fino a denudare il propulsore.

Ore 13:37

Finalmente il motore è stato estratto dal Ghepardo, in questa operazione a cuore aperto.

Ore 15:21

Il capo officina ha iniziato a smontare la pompa del gasolio presente sul vecchio motore per installarla sul nuovo. Mi sono chiesto perché, visto che la vecchia pompa è una Lukas in linea, mentre la nuova è una Bosh rotativa. Ovviamente essendo i due blocchi motore identici, le pompe erano intercambiabili. Avrei voluto chiedere spiegazioni ma non avrei saputo come formare la domanda corretta in lingua polacca.

Ore 18:30

Per i meccanici era ora di finire il turno. Abbiamo spinto il nostro guscio fuori dall'officina per poter dormire. Così abbiamo passato la notte nel piazzale privato dello stabilimento.

GIORNO 19 - 27/08/2015

Ore 07:30

I dottori del gasolio sono tornati in officina ed hanno iniziato il turno. Io e Devid abbiamo preso un caffè ciascuno alla macchinetta presente in officina.

Ore 08:39

Il motore è stato finalmente collocato nell'apposito vano, abbracciato dalle costole dell'animale. Ovviamente il lavoro non era ancora completo, il propulsore andava ancora fissato, collegato al cambio e a tutte le tubazioni... Ed ovviamente collaudato!

Ore 16:25

Il vecchio blocco di ghisa era oramai posto a terra.

Ho iniziato a disassemblarlo, un po' per curiosità, in modo da poter constatare che cosa avesse provocato l'avaria, un po' per prendere eventuali componenti da utilizzare come possibili ricambi.

Quando ho rimosso la coppa dell'olio, ho notato un oggetto metallico deforme posto nel piede della prima biella: era una bronzina fusa.

Ho messo da parte i componenti riutilizzabili, pulendoli ed impilandoli in una scatola di cartone. Poi ho caricato tutto sul camper.

Ore 18:12

I meccanici hanno appena completato l'operazione. Il motore è installato nel Ghepardo, non rimane che provare ad avviarlo.

Il capo officina entra in cabina guida, inserisce la chiave e la ruota. Il motorino di avviamento fa il suo dovere... Un giro, due giri, tre giri, il motore non si avvia. Ancora una volta. Un'altra prova, ma niente, il nuovo cuore non ha intenzione di iniziare a pompare.

Dopo alcuni tentativi, il meccanico ha detto di voler smettere di provare in quanto la batteria era scarica. Ha detto questo perché ha letto, sul voltmetro installato sul cruscotto, un basso voltaggio, ogni volta che ha provato ad avviare il motore. Io gli ho spiegato che a bordo erano installati due pannelli fotovoltaici per un totale di 300 watt, che il camper era corredato con tre batterie per un totale di 300 ampere, collegabili in parallelo con un apposito interruttore; perciò mi sembrava improbabile una carenza di elettricità. L'uomo in realtà ha letto il basso voltaggio sullo strumento poiché la differenza di potenziale, sui poli della batteria, cala drasticamente quando c'è un elevato assorbimento; è tutto normale!

Anche se non sono un meccanico, mi è venuto in mente di dare uno sguardo sotto il cofano. È vero che non sono un professionista ma conosco alcuni dettagli dei motori installati sui veicoli in mio possesso.

Dopo un'analisi ho notato che l'aria non era stata spurgata dai tubi di mandata del gasolio ad alta pressione che collegano la pompa con gli iniettori. Inoltre non era stato collegato il cavo di alimentazione delle termo candele e non era stato azionato, ne tantomeno collegato, il dispositivo installato sulla pompa Lukas per le partenze a freddo.

Ho detto al meccanico quel che ho visto ma la sua risposta, tradotta in italiano, è stata "non vedi che hai le mani pulite, cosa vuoi capirne?".

Ore 18:30

Abbiamo spinto di nuovo il camper fuori dall'officina. Il meccanico si è raccomandato di non provare a far niente ne tantomeno ad avviare il motore, oltretutto perché, secondo lui, le batterie erano scariche.

Devid era avvilito, la sua faccia era spenta. Io invece sogghignavo, ridevo dentro di me, sapevo cosa sarebbe sucesso da li a poco tempo.

Ho detto a Devid "scommetti che tra cinque minuti il camper è in moto?". Devid, inizialmente, non ha creduto a quel che ho detto.

Ore 18:34

Le porte dell'officina sono state chiuse, il cancello del piazzale è stato sbarrato, i meccanici sono andati a casa.

Ho allentato leggermente gli iniettori e ho fatto fare qualche giro a vuoto al motore per permettere all'aria presente nei tubi di fuoriuscire. Ho collegato il cavo di alimentazione delle termo candele e ho attivato il dispositivo di avviamento a freddo presente sulla pompa del gasolio Lukas.

Sono salito in cabina, ho inserito la chiave nel quadro, l'ho ruotata di uno scatto e poi ho guardato Devid. La sua faccia era a forma di punto interrogativo.

Dopo circa cinque secondi, una volta scaldate le termo candele, ho ruotato la chiave di qualche grado in più. Un giro, due giri, tre giri, poi l'urlo di un orco: il motore si è avviato riempiendo il piazzale dell'officina di fumi allegorici bianchi e neri. Il frastuono del motore senza marmitta è stato eccitante! Per fortuna la mia predizione si è avverata.

Devid, in preda ad un attacco di gioia, si è rivolto verso la telecamera che inquadrava il piazzale dell'officina imprecando e mimando gesti di copulazione.

Ore 18:41

Una volta spento il motore, ho scollegato il cavo delle termo candele e ho scollegato il dispositivo di avviamento a freddo.

Ore 19:10

Volevamo festeggiare. Sapevamo che il giorno seguente avremmo potuto salpare verso casa. Così, per cena, abbiamo deciso di andare a mangiare una pizza gigante.

GIORNO 20 - 28/08/2015

Ore 07:30

Sono uscito fuori dal camper aspettando di intravedere i meccanici. Eccoli al cancello...

Sono venuti tutti dietro al veicolo per aiutarmi a spingerlo dentro l'officina ma ho fatto cenno al capo di venire verso di me, di fronte alla parte anteriore del Ghepardo.

Ho aperto il cofano mentre il meccanico mi guardava con uno sguardo interrogativo, non capiva cosa volessi fare.

Ho ricollegato tutto il necessario, mi sono spostato in cabina, ho inserito la chiave ed avviato normalmente il motore. Gli occhi dei meccanici, che hanno provato ad avviarlo senza successo, erano comici come una barzelletta.

Una volta spento il motore, ho guardato il capo officina, mostrandogli le mie mani pulite... Non c'è stato bisogno di alcuna parola in più.

Ore 12:26

I nostri cari meccanici hanno completato l'assemblaggio di tutte le parti mancanti, radiatore e paraurti. Hanno controllato i livelli dei liquidi e mi hanno comunicato che tutto era perfetto.

Sono andato dal proprietario dell'officina per saldare il conto. Prima di accettare i soldi, è voluto andare a fare un giro di prova. Così ho avviato il motore ed abbiamo persorso insieme pochi chilometri.

Ore 13:05

Tornati all'officina e saldato il conto, abbiamo controllato di aver caricato tutto sul camper. I meccanici non hanno fatto in tempo a chiederci a che ora avevamo programmato di partire perché eravamo già seduti in cabina e pronti alla dipartita.

Così, dopo un'odissea durata quasi una settimana, abbiamo lasciato Radom.

Ore 15:00

Ci siamo fermati ad una stazione di servizio per mangiare qualcosa e controllare i livelli dei liquidi. Olio e acqua a livello, temperature nella norma, così abbiamo proseguito il viaggio.

Con il nuovo cuore, il Ghepardo è stato in grado di tenere una velocità di crociera di 90 km/h, circa 15 km/h in più rispetto a prima.

Il nome Ghepardo non è molto azzeccato per un veicolo che si comporta più come un mulo anziano che come un velocista della savana; adesso però, anche se non è ancora in grado di fare scatti felini, l'animale ferito è ormai guarito e può riportarci a casa.

GIORNO 21 - 29/08/2015

Ore 00:38

Sorpassata Bratislava, abbiamo percorso un lungo rettilineo non illuminato per poi giungere alla frontiera slovacca, avendo intenzione di entrare in Ungheria. Un poliziotto slovacco ci ha fatto un cenno con la paletta, così ho accostato il camper sulla destra. Il poliziotto mi ha chiesto se parlassi inglese, io ho risposto di si.

Dopo un controllo della mia patente e del libretto di circolazione del Ghepardo, il poliziotto mi ha spiegato che per circolare nelle autostrade slovacche è necessaria la vignette. Mea culpa, ho commesso un errore a non documentarmi prima. Eccetto questa, ogni volta che ho guidato in Slovacchia, sono sempre passato ad est, dove non ci sono autostrade. Ho mostrato al poliziotto la vignette ungherese e la vingnette slovena per fargli capire che sono una persona che normalmente le acquista e che è stato veramente un errore.

Il poliziotto mi ha creduto e mi ha detto che ci sarebbe stata da pagare una sanzione di 100 Euro. Dopo qualche secondo si è corretto, o per meglio dire, si è corrotto: mi ha detto che con 20 Euro avremmo sistemato la questione.

Ho aperto il portafoglio constatando che avevo solo 15 Euro in banconote; così porgo al poliziotto i soldi e mi metto a controllare nella tasca delle monete, al che, il militare mi dice "no coins, no coins, it's ok". Si era accontentato dei 15 Euro.

Così siamo ripartiti oltrepassando il confine di stato ed entrando in Ungheria.

Ore 02:01

Ho guidato senza interruzioni alimentato dalla voglia di tornare a casa. Dopo aver fatto rifornimento, Devid si è offerto di darmi il cambio alla giuda.

Ore 20:30

Siamo finalmente arrivati a Pontedera.

Organizzare viaggio a Danzica

Itinerario viaggio Danzica in camper

Report e considerazioni finali

  • Durata totale: 21 giorni
  • Distanza totale: 5.302 km
  • Spesa totale: 1.499,67 €
  • Velocità media: 75 km/h
  • Voto complessivo:

Da un lato sembra di aver lasciato casa un secolo fa, sono accadute così tante cose in venti giorni... Dall'altro lato sembra che sia stato tutto un sogno volato via in cinque minuti.

Abbiamo attraversato sei paesi, percorso molti chilometri, mangiato cibo diverso, bevuto litri di ottima birra lituana.

Nel complesso il viaggio è stato divertente e sicuramente pieno di sorprese.

Mi è dispiaciuto aver dovuto spendere circa 800 Euro per il motore nuovo e la sua sostituzione ma comunque posso dire di aver donato al Ghepardo una marcia in più.

Poi come non essere felice di aver trovato Amelia, la mia nuova futura migliore amica!

Riflettendo, belle o brutte che siano le sorprese non sono il bello di questi viaggi?

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