Visitare un bunker antiatomico

Com'è fatto un bunker antiatomico sovietico

Com'è fatto un bunker antiatomico? In questo tour di un bunker sovietico scopriamo i segreti della sua progettazione, il corridoio d'ingresso con porta blindata anti granata, il suo impianto elettrico ridondante, il funzionamento dell'impianto di aerazione. Vediamo inoltre il cibo utilizzato nei bunker antiatomici e i medicinali a disposizione durante la vita in un bunker.

Durante la guerra fredda, in Unione Sovietica furono costruite migliaia di bunker antiatomici sparsi su tutto il territorio. Per nostra fortuna, ancora oggi alcuni di questi sono ancora in ottimo stato di conservazione. Nella capitale della Lituania, un bunker sovietico antiatomico è stato restaurato e adibito a museo: stiamo parlando di Automatika Cold War Bunker.

 

Spazio per vivere in un bunker antiatomico

Questo bunker sovietico visitabile è ancora corredato del suo disegno originale, dal quale si possono ricavare le misure. Si possono ancora scorgere le linee disegnate sul pavimento, atte a evidenziare quanto spazio doveva occupare una persona in piedi. Ogni ospite avrebbe avuto a disposizione un quadrato di pavimento di 50 per 50 cm.

La stanza principale misura solamente 10 metri di lunghezza per 6 di larghezza. Sono presenti due porte, una collegata direttamente alla fabbrica sovrastante e una posta d’emergenza collegata con l’esterno. Attualmente solo la porta di emergenza è praticabile, poiché vecchia porta principale, collegata con la fabbrica, è stata murata e sigillata.

Per salvaguardare lo spazio abitativo, i letti sono organizzati in strutture a castello, disposti uno sopra l’altro.

 

Corridoio di ingresso in un bunker antiatomico

Il corridoio di ingresso del bunker antiatomico è stato appositamente progettato per mettere in difficoltà gli eventuali aggressori. La larghezza del corridoio è sufficiente per permettere il passaggio di una persona alla volta, impedendo così l’eventuale ingresso di un vasto numero di nemici tutti assieme. Le scale sono suddivise da una curva che le divide in due piccole rampe, così da rendere difficoltoso il trasporto di armi ingombranti.

La porta di ingresso è stata volutamente progettata dietro una curva della parete di cemento armato. Questo per evitare che, in caso di attacco con granata o lanciarazzi, l’esplosione e la conseguente onda d’urto potessero gravare sulla porta stessa, andando invece a scatenare la forza distruttiva direttamente sul muro frontale. La porta blindata è realizzata in acciaio e ha uno spessore di circa 20 centimetri.

Per aprire la porta principale si doveva ruotare una grossa maniglia girevole. Questa provvedeva ad azionare il meccanismo a vite che muoveva verso l’alto o verso il basso il grosso cuneo metallico utilizzato per bloccare la porta.

 

Sistema di ventilazione di un bunker antiatomico

Le porte dei bunker antiatomici sono a tenuta stagna, in modo da proteggere i rifugiati da potenziali esplosioni o attacchi con gas e agenti chimici. Questo rende necessario l'utilizzo di un sistema di ventilazione forzata.

Il sistema di ventilazione era doppio e ridondante: era possibile azionare il sistema per mezzo di un motore elettrico o, qualora fosse mancata elettricità, era possibile attivare il sistema di areazione a mano, mediante un apposito congegno a manovella.

 

Sistema di illuminazione di un bunker antiatomico

Come per l’impianto di areazione, anche l’impianto elettrico è ridondante. Ci sono due differenti impianti di illuminazione, uno primario, alimentato dalla rete, e uno di emergenza, alimentato al bisogno da un generatore. Anche gli interruttori principali sono doppi, ciascuno per il proprio impianto. Persino le prese dell’elettricità sono suddivise tra i due impianti ed ogni presa appartenente all’impianto elettrico principale, ha accanto la sua gemella appartenente all’impianto elettrico ausiliario.

Il generatore che alimentava l’impianto elettrico secondario, era posto su un apposito piedistallo. Da lì un cavo elettrico portava l’elettricità alle utenze. In questo modo il bunker avrebbe avuto energia costantemente, anche in caso la rete elettrica pubblica avesse smesso di funzionare.

 

Bagni di un bunker sovietico

In questo bunker antiatomico sono presenti due bagni affiancati. Considerando le piccole dimensioni del bunker, i bagni sono abbastanza spaziosi e dotati dei comfort necessari. Oltre a sapone per le mani e dentifricio, in uno dei due bagni sono presenti un rasoio elettrico e uno specchietto per consentire agli uomini di farsi la barba.

Sopra al lavandino è presente uno speciale contenitore che consente di potersi lavare le mani anche quando la pressione dell’acqua non è sufficiente. L’acqua viene versata nel contenitore. Posizionando le mani sotto di esso e premetto verso l’alto un grilletto in plastica, un po’ d’acqua fuoriesce dalla parte bassa del contenitore, riversandosi sulle mani e permettendone il risciacquo. Una soluzione semplice ma efficace.

Al tempo in cui il bunker era funzionante, oltre ai normali rotoli di carta igienica come quelli che abbiamo in casa, erano disponibili confezioni di carta igienica quadrata, pretagliata in pezzi ripiegati l’uno sull’altro. Visto che nel bunker ogni centimetro è prezioso, la carta igienica di forma quadrata consentiva, grazie alla sua forma, di essere immagazzinata negli armadietti senza spreco di spazio.

 

Dotazioni di un bunker antiatomico

Nel bunker erano disponibili anche armi da fuoco di produzione sovietica, oltre a vari oggetti ed utensili per la loro manutenzione.

Ci sono le cose più comuni, come forchette, coltelli, lampade portatili, vestiti, dispositivi di protezione individuale.

In un’apposita area, sono disponibili estintore, manichetta, secchi e tutti gli altri strumenti necessari per domare un incendio.

Essendo un rifugio d’emergenza, questa struttura è dotata di oggetti e apparecchi in grado di facilitare la sopravvivenza e le operazioni da svolgere in caso di presenza di radioattività o di gas nocivi. In appositi armadietti sono disponibili diversi dosimetri, chiamati anche contatori geiger, ovvero apparecchi in grado di misurare il livello di radioattività negli oggetti, nelle persone o nell’ambiente. Ci sono altri tipi di dosimetro usa e getta che consistono in tubetti di metallo con un reticolo ad un’estremità. Guardando all’interno del tubetto, tramite una lente posta ad una estremità, è possibile osservare il grado di radioattività sulla scala graduata stampata sul vetro all’altra estremità.

Una vasta fornitura di maschere anti gas è ancora presente nel bunker. Ci sono maschere con filtro separato e maschere con filtro incorporato. Uno speciale kit, consentiva di respirare autonomamente anche in assenza di ossigeno, in quanto, in una bombola da indossare a spalle come fosse uno zaino, era contenuto ossigeno che fluiva direttamente all’interno della maschera. Il serbatoio d’ossigeno aveva un’autonomia di due ore. Casse piene di maschere anti gas sarebbero bastate per tutti gli ospiti del nel bunker in caso di emergenza.

 

Medicinali per emergenza nucleare

A disposizione degli ospiti era presente un vasto assortimento di medicinali per quasi tutte le necessità. Ad ogni persona sarebbe stato consegnato un piccolo box in plastica chiamato Farmacia Personale. Questo contiene un set di medicine e un libretto di istruzioni per l’assunzione.

Qualora ci fosse stata un’emergenza nucleare, ognuno avrebbe avuto a disposizione anche delle pillole di iodio da ingerire per contrastare l’avvelenamento da radiazioni.

 

Dotazioni elettroniche e telecomunicazioni in un bunker antiatomico

In caso di emergenza anche le telecomunicazioni sono importanti. Un grande e complesso centralino telefonico con compositore a disco, permetteva agli ospiti del bunker antiatomico di comunicare con l’esterno.

Tra le dotazioni elettroniche a disposizione per gli ospiti del bunker troviamo una comune calcolatrice e diversi trasmettitori radio, da banco e portatili.

Nella stanza principale è stato installato un grande orologio digitale, in modo da poter percepire lo scorrere del tempo anche in assenza della luce del sole.

 

Cosa si mangia in un bunker antiatomico

La struttura aveva a disposizione varie razioni di cibo a lunga conservazione. Oltre al comune cibo in scatola, erano disponibili anche conserve, e alimenti conservati in salamoia o sotto sale.

 

Intrattenimento in un bunker sovietico

Dovendo stare nel bunker sotterraneo per molte ore, era necessario avere anche dei passatempi. Un giradischi a valigetta permetteva di ascoltare i dischi in vinile presenti nel bunker.

Sono ancora presenti i mazzi di carte da gioco che erano a disposizione degli ospiti. Insieme a un vasto assortimento libri, riviste e giornali dell’epoca erano disponibili per la lettura.

Inoltre la struttura era dotata di un televisore, attualmente disponibile per vedere alcuni filmati dell’epoca.

 

Visitare un bunker antiatomico sovietico

Il bunker museo sovietico descritto in questo articolo è visitabile a Vilnius, in Lituania.

Un ringraziamento va ad Albertas, il proprietario del bunker, per avermi dato tutte le informazioni e per avermi permesso di girare il video.

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