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Nell'agosto del 2014 ho fatto un viaggio con un amico verso la Polonia, un viaggio ad Auschwitz in auto con meta i campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau.

Abbiamo viaggiato a bordo di un Nissan Patrol TR 3.3 turbo diesel, utilizzando per dormire una roulotte Roller Oasi 45.

GIORNO 1 - 08/08/2014

Ore 21:30

Partenza da Casciana Terme. Abbiamo percorso l'autostrada fino al confine di stato con la Slovenia, passando per Trieste.

GIORNO 2 - 09/08/2014

Ore 02:09

Sosta per un caffé e una colazione notturna in un'area di sosta nei pressi di Venezia.

Ore 08:00

Arrivati vicino a Lubiana, abbiamo deciso di fare una pausa per la colazione presso un'area di sosta.

Ore 10:00

Dopo due ore di pausa abbiamo fatto rifornimento di gasolio, più economico rispetto all'Italia e siamo ripartiti seguendo la strada verso nord-est, in direzione Ungheria. Alcune ore di viaggio ci hanno permesso di constatare che le autostrade slovene, sebbene abbiano il limite di velocità massima di 110 km/h, sono confortevoli ed economiche, poiché con la vignetta è possibile viaggiare quanto si vuole.

Ore 14:08

Passando per Maribor, siamo arrivati al confine ungherese, dove la polizia locale ci ha fermato per un controllo, chiedendoci di aprire la roulotte per verificare che non ci fossero clandestini. Dopo una velocissima occhiata all'interno ci hanno fatto passare oltre, così abbiamo proseguito in direzione Budapest, che dista circa 300 chilometri dal confine.

Ore 19:58

Poco lontani da Budapest, nei pressi di Velence, ci siamo fermati per la cena, molto arrangiata e organizzata di fretta, a base di tonno e fagioli. Non volevamo perdere troppo tempo poiché era nostra intenzione oltrepassare il Danubio prima di fermarsi per la notte.

Ore 21:10

Arrivati a Budapest ed attraversato il Danubio, abbiamo fatto rifornimento di gasolio, pagando in Euro con un tasso di cambio veramente spiacevole, in quanto non avevamo Fiorini ungheresi disponibili. Dopo abbiamo deciso di fare sosta per qualche ora per riposarci dal viaggio, che ha richiesto più tempo in quanto la velocità di crociera era e sarà di 80-90 km/h, molto meno rispetto alle normali auto. Ci siamo fermati in un'area appena fuori Budapest in direzione nord-est.

GIORNO 3 - 10/08/2014

Ore 08:00

Dopo una notte di riposo siamo ripartiti, abbiamo sorpassato Miskolc ed abbiamo proseguito verso la Slovacchia. Alla dogana non abbiamo incontrato alcun problema ed abbiamo proseguito oltre.

Ore 13:23

Arrivati a Košice abbiamo proseguito per Prešov, in direzione del confine polacco. Mentre la strada prima di Prešov è molto confortevole, una volta oltrepassata la città, abbiamo incontrato dissestamenti notevoli sul manto stradale, via via crescenti man mano che ci avvicinavamo al confine di stato per entrare in Polonia. Una volta giunti al confine polacco abbiamo dovuto percorrere una salita molto ripida, alla cui sommità inizia il territorio polacco.

Ore 15:37

Dopo qualche chilometro in terra polacca abbiamo deciso di pranzare, anche perché il tempo ha iniziato a fare i capricci con violenti acquazzoni e vento forte. Fermati in una piccola area rurale nei pressi di Kowalowa abiamo cucinato un piatto di pasta e abbiamo riposato per circa un'ora.

Ore 16:40

Riposati e rifocillati abbiamo deciso di proseguire il viaggio in direzione Rzeszów, con l'idea di pernottare lì, in modo da poter visitare la città. Per via della pioggia torrenziale, è stato necessario percorrere la strada a velocità moderata e prestando molta attenzione ai detriti presenti sull'asfalto, spostati dal forte vento.

Ore 23:16

Arrivati a Rzeszów abbiamo parcheggiato nei pressi di una piscina, in un grande parcheggio pubblico circondato dal parco. Dopo un cambio veloce di vestiti abbiamo fatto una veloce visita del centro città prima di andare a dormire. Rzeszów è una città universitaria, perciò piena di locali e pub dove degustare ottime birre polacche.

I prezzi sono ottimi, non troppo cari, specialmente per noi possessori di Euro, il quale cambio è di circa 1 a 4 (1 EUR = 4 PLN).

La piazza centrale è carina, piena di piccole sfavillanti luci bianche e colorate. È presente inoltre una passeggiata pedonale sopraelevata che permette un facile passaggio ai pedoni per le strade trafficate vicino al centro città.

GIORNO 4 - 11/08/2014

Ore 09:30

Visita di Rzeszów a piedi.

Ore 13:13

Rientrati nella roulotte abbiamo preparato il pranzo ed abbiamo mangiato.

Ore 14:00

Abbiamo deciso di farci un bagno nella piscina a fianco, così abbiamo indossato il costume e siamo andati alla biglietteria, rimanendo sorpresi dal modico costo del biglietto d'ingresso (tutto il giorno € 3). La piscina è ampia e non troppo affollata.

Ore 17:51

Rientrati dalla piscina, abbiamo riposato ed oziato praticamente tutto il resto della giornata. Questo viaggio in Polonia in auto ci ha stancato, perciò avevamo voglia di un po' di dolce far niente.

GIORNO 5 - 12/08/2014

Ore 09:00

Ci siamo svegliati. Dopo una consistente colazione in roulotte siamo usciti per fare un po' di shopping, rifornirci di cibo, acqua e birra.

Ore 13:02

Dopo aver pranzato abbiamo poi iniziato la preparazione alla partenza per Cracovia mettendo tutto in ordine nella roulotte ed in auto.

Ore 15:24

Partenza in auto per Cracovia. La città dista da Rzeszów circa 180 km, percorribili in buona parte in autostrada, perciò il tragitto sarebbe stato breve. Usciti dal parcheggio dove avevamo pernottato le ultime due notti, ci siamo diretti verso ovest, lungo la strada E40. Siamo passati vicino a Dębica e Tarnów, per poi arrivare a Cracovia dopo circa 3 ore di viaggio.

Ore 19:53

Siamo arrivati. Il viaggio in auto a Cracovia è andato bene. Abbiamo cercato un posto tranquillo per fermarci, visto che non amiamo i campeggi e visto che la roulotte è equipaggiata con tutto il necessario, pannelli solari, doppia batteria a gel, inverter ed acqua. Ci siamo sistemati in un piazzale distante circa 5 chilometri dal centro storico, in direzione sud, vicino ad un forte militare oramai caduto in disuso, Fort 52, il quale da anche il nome alla strada che lo costeggia, Ulica Pod Fortem (tradotto in italiano "Via Sotto il Forte").

GIORNO 6 - 13/08/2014

Ore 10:00

Dopo esserci svegliati ed aver fatto un'ottima colazione polacca, praticamente un pranzo italiano, ci siamo diretti verso sud per raggiungere Lanckorona, distante circa 20 chilometri da Cracovia, lasciando la roulotte parcheggiata dove abbiamo pernottato. Qui è possibile visitare un castello, o meglio le rovine rimaste a testimoniare la sua esistenza passata.

Ore 10:58

Arrivati a Lanckorona abbiamo parcheggiato il Patrol e ci siamo diretti a piedi verso il castello.

Ore 12:30

Dopo un tour di quel poco che è rimasto del castello, abbiamo deciso di pranzare in un piccolo locale nel centro del paese, dove abbiamo incontrato un'altro ragazzo italiano che viaggiava su una Vespa. Dopo una breve presentazione, Davide ci ha spiegato che viaggiava per l'Europa a bordo della sua Vespa, andando a suonare in vari locali con il suo "Viaggio RIbelle Tour" (www.davidetaloni.it). Davide ci ha detto che aveva forato la gomma della sua Vespa e noi ci siamo offerti di gonfiarla di nuovo poiché il Patrol è equipaggiato con un compressore per l'aria compressa. Il ragazzo in seguito ha declinato la nostra offerta in quanto avrebbe provveduto in altro modo a sistemare lo scooter.

Ore 14:11

Decidiamo di rientrare a Cracovia e di fare un giro nel vecchio centro storico (tradotto in polacco "Stare Miasto"). Il centro storico di Cracovia è ricco di storia e normalmente trasmette uno stato d'animo di malinconia e curiosità, questo perché nelle stagioni autunnali ed invernali, il cielo è sempre coperto da una coltre di nuvole bianche, uniformi, che non fanno filtrare i raggi del sole, ma che illuminano il cielo come fosse pervaso di pallida luce di una lampada al neon. Oggi non è il caso di menzionare la malinconia, in quanto il sole scintilla nel cielo terso e la temperatura serale è di circa 19 gradi.

Ore 17:32

Raggiunta la piazza centrale di Cracovia, abbiamo constatato immediatamente quanti ristoranti italiani sono presenti qui. Addirittura cinque, solo nella piazza principale! Segno che molti italiani hanno deciso di lasciare la patria per intraprendere un'attività in uno stato in forte espansione economica, dove un uomo può ancora cambiare il suo status sociale. Dall'esterno siamo stati ad ammirare la cattedrale posta in direzione nord nella piazza, per poi addentrarci in Ulica Floriańska, una delle strade principali della movida notturna a Cracovia. In questa strada ci sono gelaterie, pizzerie, fastfood, trattorie (italiane e non) e moltissimi altri negozi. Sono presenti anche punti di cambio valuta (tradotto in polacco "Kantor") che però non hanno un tasso di cambio buono (circa 1 EUR = 3,5 PLN); i migliori tassi di cambio (circa 1 EUR = 4,15 PLN) si possono trovare presso la Galeria Krakowska, una galleria con oltre duecento negozi, vicino alla stazione dei treni centrale di Cracovia, oppure presso la Galeria Bonarka, non raggiungibile a piedi poiché più distante dal centro.

Ore 22:29

Tornando al Patrol, parcheggiato sul tetto della Galeria Krakowska, ci siamo soffermati ad ammirare il castello di Wawel, sulle rive della Vistola, il fiume che attraversa Cracovia. Un castello inusuale e molto grande rispetto alla media. Ci siamo in seguito spostati verso Ulica Pod Fortem, dove abbiamo parcheggiato la roulotte, per andare a dormire e riposare.

GIORNO 7 - 14/08/2014

Ore 09:02

Svegliati da un sonno riposante e necessario, dopo le lunghe camminate del giorno precedente, abbiamo fatto una ricca colazione, continuando a pensare che cosa poter fare durante il corso della giornata. Un po' per la nostalgia del freddo, un po' perché non ci eravamo mai stati, abbiamo deciso di passare alcuni giorni a Zakopane, piccolo ma famoso paesino a sud di Cracovia, molto vicino al confine slovaco.

Ore 09:59

Due passi nel quartiere e nella zona circostante ci hanno permesso di constatare quanto questa nazione si stia espandendo, di fatti ad ogni angolo c'è un cantiere con operai al lavoro che costruiscano abitazioni, negozi, uffici o centri commerciali. Vuoi perché la Polonia ha mantenuto la sua valuta senza aggregarsi all'Euro sebbene sia in Unione Europea, vuoi per l'intraprendenza che dimostrano molti polacchi, a mio parere la nazione è decisamente destinata ad affermarsi nell'economia europea in un prossimo futuro non molto lontano.

Ore 18:02

Vicino a Ulica Pod Fortem, è presente un supermercato Lidl, dove abbiamo deciso di fare spesa per le provviste da portare nel breve viaggio a Zakopane.

Ore 20:17

Circa due ore dopo aver fatto spesa ed aver pulito un po' l'interno della roulotte, ci siamo chiesti come raggiungere Zakopane da Cracovia; abbiamo controllato la cartina, impostato il navigatore ed abbiamo iniziato il viaggio da Cracovia a Zakopane in auto. Ci siamo diretti verso sud. Zakopane dista da Cracovia circa 100 chilometri, facilmente percorribili di sera o di notte in quanto non c'è traffico, cosa che invece durante il giorno è quasi sempre presente. Allontanandosi da Cracovia le strade iniziano a prendere le sembianze delle vie di montagna tipiche delle catene montuose come le nostre Alpi, od in questo caso i Carpazi. Per essere precisi bisogna dire che Zakopane è situato sui monti Tatra, che letteralmente dividono la Polonia dalla Slovacchia (i monti Tatra appartengono appunto alla parte più alta dei Carpazi).

Ore 22:34

Arrivati a Zakopane, abbiamo deciso di sostare per qualche giorno in un campeggio. Sebbene io non sia amante dei campeggi, sarebbe stato un modo per riempire il serbatoio dell'acqua della roulotte, svuotare il bagno chimico e magari fare amicizia con qualche escursionista. Girovagando un po' per i dintorni del paese abbiamo scorto il campeggio a Zakopane di nome Pod Krokwią, poco distante a piedi dal centro. Una volta varcata la soglia, abbiamo ricevuto un piccolo rimprovero poiché il campeggio normalmente non accetta nuovi arrivi di notte, però, dopo un po' di pressioni da parte nostra, ci hanno fatto passare, facendoci accomodare su una comoda piazzola fangosa. Sistemata la roulotte e messa a livello con i piedini ad altezza regolabile, ho affiancato il Patrol ad essa per andare a riposare.

GIORNO 8 - 15/08/2014

Ore 09:00

Dopo una notte fresca riposante ci siamo svegliati con l'intenzione di visitare il centro città, o per meglio dire, il centro del paese, visto. che Zakopane non è molto ampio.

Ore 09:21

Subito dopo colazione abbiamo dovuto sistemare la roulotte che necessitava di essere pulita all'interno, per poi fare il pieno d'acqua e svuotare il bagno chimico. Il bagno chimico risulta essere una cosa molto confortevole, ma la cisterna d'acqua della roulotte non è molto capiente e contiene soltanto 70 litri d'acqua, che a seconda dell'uso che se ne fa, risolta essere spesso non sufficiente.

Ore 11:50

Abbiamo iniziato la nostra visita al centro di Zakopane. Il paese è molto suggestivo, con luoghi e strutture tipiche dei paesini di montagna alpini. Molte costruzioni sono in legno, o almeno hanno finiture ed interni in perlinato. Queste contengono molti manufatti degli abitanti del luogo (in polacco "Góral") come calzini in lana pesante, necesari per le basse temperature raggiunte in inverno e strumenti in legno utilizzati anche per la lavorazione del formaggio. Nei paesini come Zakopane è molto famoso il formaggio affummicato polacco fatto a mano dagli abitanti del posto; questo ricorda vagamente la scamorza affummicata o la provola ed è un formaggio grasso che si presta bene ad essere consumato anche per strada senza bisogno di accompagnamento con altri cibi.

Ore 13:06

Finalmente un espresso all'italiana! Non siamo persone troppo nostalgiche quando siamo in viaggio, ma il caffè per noi è un rito, un'usanza da rispettare. Girovagando per le strade del centro abbiamo scorto un locale a metà tra un bar ed un pub, dove alcuni clienti seduti avevano tazzine da caffè espresso. Ci siamo precipitati immediatamente al banco a chiederne due. Il costo di un espresso in Polonia è più alto rispetto alla media italiana, abbiamo pagato circa quattro euro per due caffè, ma essendo ottimi ne è valsa la pena.

Ore 15:09

Siamo tornati al Patrol appena in tempo per evitare un acquazzone tipico delle montagne polacche, veloce e violento. Ci siamo poi diretti verso la cima di una montagna per cercare qualche sentiero percorribile in 4x4.

Ore 16:05

Arrivati ad un bivio che ci portava in un sentiero non asfaltato, abbiamo segnato la posizione GPS e ci siamo addentrati nella natura, con l'idea di sbirciare l'inizio del sentiero per poi tornarci uno dei giorni seguenti.

Ore 20:02

Siamo rientrati al campeggio per cena e per una birra. Una volta affiancato il Patrol alla roulotte, siamo entrati in un piccolo bar ristorante presente all'interno della struttura. Il locale è arredato con animali imbalsamati e pelli di cinghiale, l'arredamento e le finiture sono completamente realizzate in legno massello.

GIORNO 9 - 16/08/2014

Ore 09:00

Svegliati dopo una notte fresca all'ombra degli abeti, abbiamo fatto colazione, ci siamo vestiti e ci siamo diretti verso il sentiero fuori strada trovato la sera precedente.

Ore 10:16

Lasciando il piccolo cancello del campeggio alle nostre spalle, abbiamo seguito la strada che ci ha condotti all'inizio del sentiero 4x4 in Polonia per un'escursione 4x4 a Zakopane. Una volta lì, abbiamo ingranato la trazione integrale e siamo partiti per il nostro piccolo viaggio rupestre nelle montagne polacche. La natura è folta e rigogliosa, la temperatura perfetta e stranamente anche il clima oggi non gioca brutti scherzi.

Ore 15:58

Dopo un piccolo guado, siamo usciti nel paese denominato Ząb‎, molto vicino a Zakopane ma ad una quota più elevata.

Ore 16:21

Tornati a Zakopane ci siamo concessi una pizza cotta a legna, che devo dire essere stata molto buona, considerando che non siamo in Italia. Abbiamo parcheggiato il Patrol in un parcheggio pubblico da cui era visibile un'insolita casa letteralmente rovesciata e molto simpatica da vedere.

Ore 20:15

Ormai vicini al calar del sole, siamo tornati al campeggio, dove abbiamo conosciuto un simpatico signore tedesco, anche lui amante dei fuoristrada.

Clark, questo è il suo nome, viaggia con un Toyota Land Cruiser camperizzato e ben attrezzato per le escursioni fuoristrada. Il tedesco, che parla con noi in lingua Inglese, ci racconta che di tanto in tanto, circa una volta all'anno, lascia la moglie a casa in Germania per vagare in solitudine sulle montagne o in qualche bosco in giro per l'Europa, con la sola compagnia della sua Toyota. Clark ci dice di essere stato anche in Italia sulle Alpi con il suo 4x4 e che quando è in giro non ama molto la compagnia. Molto probabilmente è un modo come un altro per avere tempo per se stessi, per riflettere oltre che per divertirsi un po' e "cambiare aria". La foto lo ritrae lì, vicino alla sua auto sotto una tenda bianca, che legge un libro al lume di una piccola lanterna. Sicuramente è una figura che rimarrà impressa nelle nostre menti.

GIORNO 10 - 17/08/2014

Ore 09:39

Oggi è Domenica. È ora di tornare a Cracovia, e di organizzare la nostra visita ai campi di concentramento, la nostra meta principale. Fino ad ora abbiamo vagabondato e visitato altri luoghi dove non eravamo mai stati, il tempo è volato, cosa comune quando siamo in viaggio e tutti i problemi ed i pensieri rimangono a casa. Dopo aver preparato la roulotte e riposto tutto, agganciamo il Patrol al caravan ed andiamo a saldare il conto del campeggio, che si è rivelato non essere caro (rispetto alla media italiana). Sono state necessarie alcune manovre per togliere la roulotte dalla pozza di fango che si è formata con le piogge dei giorni scorsi.

Ore 11:50

Siamo arrivati a Cracovia e ci siamo diretti subito alla Galeria Krakowska per fare rifornimento di viveri ed acqua potabile. Lì abbiamo visto una pizzeria chiamata "La stazione", l'ennesimo ristorante italiano presente sul territorio. Una volta usciti ci siamo diretti di nuovo in Ulica Pod Fortem dove abbiamo già posteggiato in precedenza, dove nessuno ci avrebbe disturbato e dove non avremmo disturbato nessuno.

GIORNO 11 - 18/08/2014

Ore 11:26

È arrivato il momento del viaggio ad Auschwitz in auto per visitare il campo di sterminio Auschwitz ed il campo di concentramento Birkenau. Dopo aver impostato la rotta sul navigatore, abbiamo lasciato la roulotte per recarci ad Oświęcim (il nome polacco di Auschwitz). Il campo di concentramento è conosciuto come Auschwitz poiché i tedeschi lo hanno sempre nominato nella propria lingua, non pronunciando quasi mai il nome originale del paese, Oświęcim.

Ore 13:05

Da Cracovia abbiamo impiegato circa novanta minuti per raggiungere Oświęcim in auto. Una volta arrivati ci siamo trovati di fronte a dei lunghissimi rettilinei che adesso definiscono soltanto i confini del campo ma che in passato definivano i confini della sofferenza per milioni di persone. Abbiamo parcheggiato di fronte al campo di concentramento Auschwitz 1, ma abbiamo deciso di visitare prima il campo di sterminio Birkenau, o Auschwitz 2. Anche qui, il nome del campo di concentramento deriva dalla traduzione in tedesco del nome del paese dov'è situato, Brzezinka.

Ore 13:09

Ci siamo incamminati verso Brzezinka. Alla fine del rettilineo dove si trova il campo di Auschwitz abbiamo girato a sinistra, per poi percorrere un ponte che sovrasta una fabbrica (credo di carbone o di materiale inerte). Una volta scesi dal ponte ci siamo trovati davanti un altro lungo rettilineo. Qui è stato già possibile immaginare la sensazione di disperazione e delirio che un prigioniero poteva provare settanta anni prima. Continuando a percorrere il rettilineo, è possibile iniziare ad intravedere un edificio, che in passato fu teatro di troppe atrocità, l'ingresso principale del campo di sterminio di Birkenau.

Ore 13:16

Man mano che ci avviciniamo al campo, i binari ferroviari, oramai in disuso, iniziano ad essere più visibili e meno segnati dal tempo, per poi uscire allo scoperto dal terreno poco lontano dal cancello di ingresso. È difficile guardare quei lunghissimi binari scuri, pensando a quanti milioni di anime sono state trasportate lì sopra settant'anni fa, dopo un viaggio in piedi lungo giorni, nella puzza, nella sporcizia, nel freddo, con l'incertezza di cosa avrebbero trovato al capolinea. Per alcune di queste anime, le più sagge e le più indifese, il capolinea del treno sarebbe stato anche il capolinea della propria vita; una volta scesi dai vagoni, tutti i prigionieri sarebbero stati selezionati, qualcuno per morire subito in una camera a gas, altri per il lavoro coatto, spesso fino a morire di fame e di stenti.

Ore 13:52

L'ingresso al campo è gratuito se si sceglie di non seguire una guida. Una volta varcata la soglia è impossibile non provare un senso di malinconia e di isolamento, la sensazione di essere minuti, spersi in mezzo alla desolazione, sentendosi immersi in uno spazio agorafobico. Sul terreno sotto i nostri piedi, settant'anni prima, milioni di prigionieri per lo più ebrei, avevano camminato portando in braccio pietre o altra merce pesante, aspettando il momento in cui il proprio corpo non avrebbe più sopportato lo sforzo ed il proprio cuore avrebbe cessato di scandire i battiti.

Ore 14:13

Una volta entrati abbiamo visto un vagone di treno originale e restaurato, che sicuramente aveva deportato qualcuno dalla sua terra nativa al campo di concentramento; ci siamo soffermati a fotografarne i dettagli meccanici e costruttivi, ammirando come già nei primi del '900, la meccanica tedesca fosse ben progettata. All'interno del campo di concentramento di Berkenau ci si sente dispersi in un'ampia radura, con strade definite da ricurvi pali in cemento adornati di filo spinato sorretto da isolanti ceramici (il filo spinato conduceva elettricità quando il campo era operativo, in modo da non permettere ai prigionieri di fuggire). Abbiamo avuto la fortuna di essere in pochi a visitare il campo contemporaneamente, avendo modo di vivere il silenzio e lo stato d'animo del luogo.

Ore 14:28

Addentrandoci nel campo, è possibile vedere la struttura dov'è situato il cancello di ingresso diventare sempre più piccola, via via che ci si allontana da essa per raggiungere l'altra estremità di Birkenau. Poche sono le contruzioni ancora oggi rimaste in piedi e ben conservate; molte delle baracche-dormitorio per i prigionieri sono state abbattute, come anche diverse strutture che servivono a raggiungere lo scopo del Terzo Reich, lo sterminio di massa degli ebrei.

Ore 15:20

Avendo percorso l'intero perimetro di Berkenau, ci siamo diretti nuovamente al cancello principale per uscire ed andare a visitare Auschwitz 1. Percorrendo indietro la strada che separa i due campi, ci siamo chiesti come sia stato possibile, qui ed in tantissimi altri luighi e tempi, che si siano verificati dei processi simili; è il perfetto esempio di come l'uomo riesce ad usare malevolmente il proprio sapere e la propria tecnologia.

Ore 15:46

Camminando ho pensato che sono un grande stimatore della tecnologia tedesca e delle modalità che hanno i tedeschi nell'affrontare i problemi, con una logica a dir poco perfetta. Visitando il campo ci si può rendere conto di quanto i tedeschi avessero pianificato e studiato in ogni minimo dettaglio ogni procedura da eseguire, in modo da non commettere errori ed in modo da non sprecare niente, salvaguardando i costi. Peccato che tutto questo è stato utilizzato in malo modo durante il secondo conflitto mondiale. Il fatto di essere all'avanguardia nel settore tecnologico e di possedere delle notevoli doti di organizzazione logico-militare, non giustifica l'esistenza dei campi di concentramento. Comunque la metodicità tedesca, sicuramente, rimane impressa se la si osserva attentamente.

Ore 16:16

Arrivati ad Auschwitz 1 siamo entrati dall'edificio, restaurato e modernizzato, che controlla gli accessi. Poco dopo aver superato l'ingresso, ecco che ci troviamo davanti alla famigerata scritta in metallo posta sopra il cancello di Auschwitz. La scritta riporta "Arbeit macht frei" (tradotto dal tedesco "Il lavoro rende liberi"), quasi una presa di giro per i prigionieri, che ovviamente non sarebbero stati liberati lavorando, ma sarebbero deceduti di stenti e di fatica.

Ore 16:32

Auschwitz è conservato molto meglio di Birkenau, le strutture sono intatte, pulite, piene di targhe e cartelli che spiegano in più lingue fatti storici accaduti per ciascun edificio. Sono ancora mantenuti in buono stato e ben visibili i cartelli che in passato avvertivano i prigionieri riguardo l'elettricità che scorreva nella recinzione. I dormitori di Auschwitz, presenti in numero minore rispetto a Birkenau, sono conservati ancora con molte lettighe in legno originali dell'epoca. I corridoi degli edifici sono adornati di quadri contenenti fotografie di prigionieri del campo. Sono presenti anche molte ricostruzioni di vecchie immagini che ritraggono la vita settant'anni prima. Abbiamo visto anche alcuni ingrandimenti di documenti di identità appartenenti in precedenza a prigionieri internati nel campo.

Ore 17:47

Terminata la visita ad Auschwitz abbiamo deciso di tornare a Cracovia per la notte. Ci siamo perciò diretti al Patrol per tornare indietro, continuando lungo la strada ad interrogarci sui fatti accaduti nel passato in questo luogo impressionante.

GIORNO 12 - 19/08/2014

Ore 10:00

Giornata da classici turisti a Cracovia, passeggiando per le sublimi vie del centro città, facendo acquisti ed assaggiando alcuni piatti tipici polacchi.

GIORNO 13 - 20/08/2014

Ore 09:00

Appena svegliati abbiamo dovuto organizzare il viaggio di rientro.

Ore 12:21

Sistemati tutti gli acquisti del giorno prima nella roulotte, siamo partiti guidando con calma verso sud, verso la Slovacchia, senza troppa voglia di tornare a casa. In queste due settimane il tempo è volato!

Ore 20:22

Siamo arrivati a Krynica Zdrój in auto, un piccolo paese vicino al confine slovacco, dove abbiamo deciso di passare la notte.

GIORNO 14 - 21/08/2014

Ore 09:00

Prima di ripartire per andare a casa, abbiamo deciso di visitare Krynica Zdrój e comprare del cibo per il viaggio di ritorno.

Ore 14:17

Riacceso il motore del Patrol e sistemati i rifornimenti, abbiamo iniziato il viaggio di rientro. Il tempo non è dei migliori e le strade non sono molto larghe, perciò abbiamo impiegato più tempo del previsto a raggiungere la Slovacchia.

Ore 23:52

Da poco passato Budapest, abbiamo deciso di fermarci per riposare un po' in un'area di sosta dell'autostrada. In Ungheria, in questa strada, passano pochissime auto la notte; dopo aver dato il tempo agli occhi di abituarsi al buio, è possibile vedere il cielo della campagna ungherese, luminosissimo e pieno di stelle invisibili dalle città poiché offuscate dalle luci artificiali.

GIORNO 15 - 22/08/2014

Ore 04:00

Una volta svegliati, abbiamo immediatamente proseguito la strada in direzione sud-ovest, verso la Slovenia.

Ore 07:50

Arrivati al confine di stato che divide la Slovenia dall'Italia, ci siamo fermati nell'ultimo distributore sloveno a fare gasolio al Patrol, in quanto il prezzo del carburante in Slovenia è decisamente più basso rispetto all'Italia. Abbiamo dovuto attendere un po' di tempo in quanto c'erano molte auto, principalmente italiane, ferme in fila per rifornirsi.

Ore 17:19

Arrivati finalmente a casa a Casciana Terme dopo un lungo e caldo viaggio senza aria condizionata.

Viaggio ad Auschwitz in auto

Organizzare viaggio ad Auschwitz

Itinerario viaggio Auschwitz in auto

Report e considerazioni finali

  • Durata totale: 15 giorni
  • Distanza totale: 4.087 km
  • Spesa totale: 1.050,31 €
  • Velocità media: 95 km/h
  • Voto complessivo:

Due settimane trascorse in luoghi storici, ricchi di testimonianze sia felici che tristi.

Abbiamo attraversato quattro paesi facendo trottare il Patrol seguito come un'ombra dalla roulotte.

La visita ai campi di concentramento è stata fisica ma anche introspettiva; la sensazione che si prova a camminare su quei lotti di terra, che qualche decennio fa hanno visto versare così tanto sangue, è tristemente avvilente.

Spero in futuro di poter visitare altri luoghi che, come Auschwitz e Birkenau, riescano a trasmettere sensazioni oltre le immagini.